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Lavoro solitario: come valutare il rischio da lavoro in isolamento

 

Il lavoro solitario si verifica quando un lavoratore svolge compiti senza la supervisione diretta o la presenza di altri colleghi. Questo tipo di lavoro può verificarsi in una vasta gamma di settori e professioni, inclusi ma non limitati a lavori di manutenzione, sicurezza, trasporto, agricoltura e lavori autonomi come freelance o lavoratori indipendenti.

Ad oggi, sono sempre più numerosi i lavoratori che approfittano del lavoro a distanza e dello smart working, a volte anche a tempo pieno. Esistono infatti nuove mansioni, come quelle provenienti dal mondo digitale, che prevedono il lavoro da casa o da luoghi come biblioteche o hub per il coworking. Lavorare sempre da soli, seppure con un contatto con i propri clienti, può essere molto rischioso sia per la salute fisica che mentale.

Per questo, è importante effettuare sempre una valutazione del rischio isolamento nella propria attività.

 

Quali sono i rischi del lavoro solitario?

Si parla molto di stress lavoro correlato, spesso causato da un ambiente di lavoro tossico, con pretese troppo elevate, colleghi invidiosi e datori di lavoro che non riconoscono il valore del dipendente. Tuttavia, a creare uno stato di stress e depressione non è sempre il contatto con altri lavoratori.

La mancanza di colleghi e di superiori crea una situazione di isolamento che può rivelarsi ansiogena e stressante almeno quanto quella di un ambiente di lavoro tossico. L'isolamento sul luogo di lavoro rappresenta un grave rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori in diversi modi. 

La mancanza di soccorso immediato in caso di emergenze mediche può causare ritardi nelle cure e aumentare il rischio di gravi complicazioni. Inoltre, senza la supervisione diretta di colleghi, i lavoratori possono essere esposti a pericoli come sostanze chimiche nocive o situazioni di emergenza senza mezzi adeguati per affrontarle. 

L'isolamento prolungato può anche influenzare negativamente il benessere mentale, aumentando lo stress e la depressione. Questo può a sua volta compromettere la salute generale e la capacità di svolgere le mansioni in modo sicuro ed efficace nel lungo termine. Pertanto, è cruciale implementare misure atte a mitigare questo rischio e garantire un ambiente di lavoro sicuro e sano.

 

L’isolamento fa parte dei fattori che causano stress lavoro correlato

Lo stress lavoro correlato, riconosciuto come rischio significativo per la salute e la sicurezza dei lavoratori dal Testo Unico per la Sicurezza, richiede una valutazione attenta e obbligatoria. Definiamo prima il concetto: si tratta di una condizione in cui le richieste lavorative superano le risorse personali dell'individuo, mettendo a rischio il benessere psicofisico. Lo stress, se  prolungato, può portare a gravi conseguenze, non solo sul piano psicologico ma anche fisico e comportamentale.

  

 rischio lavoro in isolamento

 

Le cause di questo stress possono essere categorizzate in fattori relativi al contesto lavorativo e fattori relativi ai contenuti lavorativi. Tra i primi, rientrano problemi legati alla cultura organizzativa, al ruolo del lavoratore nell'organizzazione, alle possibilità di sviluppo di carriera, all'autonomia decisionale e alle relazioni interpersonali. Tra i secondi, troviamo le condizioni dell'ambiente di lavoro, la pianificazione dei compiti, il carico e il ritmo di lavoro e gli orari. Soprattutto, lo stress lavoro correlato può essere causato anche dall’isolamento.

I sintomi dello stress lavoro-correlato possono essere suddivisi in sintomi a livello aziendale e sintomi a livello individuale. A livello aziendale, possono manifestarsi attraverso un aumento dell'assenteismo, un elevato tasso di turnover, problemi disciplinari, episodi di violenza psicologica, calo di produttività e aumento degli errori. A livello individuale, i sintomi possono essere di natura emotiva, cognitiva, fisiologica e comportamentale, come tensione nervosa, demotivazione, abuso di sostanze, disturbi del sonno e problemi cardiaci.

È fondamentale che i datori di lavoro prendano sul serio la valutazione del rischio di stress lavoro correlato e adottino misure preventive per garantire un ambiente di lavoro sano e sicuro. 

 

Come si svolge la valutazione del rischio isolamento

La valutazione del rischio dello stress lavoro-correlato è un passaggio cruciale per garantire il benessere dei lavoratori e la conformità normativa. Il quadro legislativo di riferimento, come il D.lgs 81 del 2008, richiede ai datori di lavoro di valutare e gestire questo rischio in base alle linee guida stabilite nell'Accordo Europeo dell'8 ottobre 2004.

L’individuazione di un problema di stress da lavoro può avvenire attraverso un’analisi di fattori quali l’organizzazione e i processi di lavoro, le condizioni di lavoro, la comunicazione e i fattori soggettivi. Il datore di lavoro è responsabile della valutazione, con il supporto di professionisti della sicurezza sul lavoro come il RSPP, il Medico Competente e il RLS. Durante la valutazione, è essenziale identificare i sintomi dello stress lavorativo, i lavoratori che li manifestano e le fonti di stress nell'ambiente di lavoro.

Per garantire un'analisi efficace, è consigliabile suddividere i lavoratori in gruppi omogenei in base alle loro mansioni e verificare se sono esposti a rischi simili o manifestano sintomi comuni. I risultati della valutazione devono essere documentati nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e comunicati ai lavoratori attraverso una formazione adeguata che affronti anche l'argomento dello stress lavoro-correlato.

La valutazione del rischio dello stress lavoro-correlato deve essere periodicamente rinnovata, indipendentemente dal settore o dalle dimensioni dell'azienda. 

 

Prevenire e trattare il rischio di isolamento

La direttiva quadro 89/391 stabilisce che i datori di lavoro sono legalmente tenuti a garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori, incluso affrontare i problemi di stress da lavoro, considerati un rischio per la salute e la sicurezza. I lavoratori, a loro volta, devono rispettare le misure di protezione stabilite dal datore di lavoro. 

Per prevenire, eliminare o ridurre lo stress da lavoro, possono essere adottate misure collettive o individuali, anche mediante una politica aziendale specifica. Se l'azienda non dispone delle competenze necessarie, può ricorrere a risorse esterne, come Soterikon, conformemente alle leggi e ai contratti. 

Il datore di lavoro deve selezionare persone idonee per il lavoro solitario, coinvolgendo il Medico Competente per la sorveglianza sanitaria. I lavoratori devono essere formati sulle procedure di sicurezza, con istruzioni scritte e documentate. È essenziale conoscere il luogo di lavoro, le attrezzature e le procedure di emergenza. 

Le misure anti-stress devono essere valutate regolarmente per verificarne l'efficacia e l'adeguatezza, coinvolgendo i lavoratori e i loro rappresentanti. L'implementazione di queste misure, in linea con l'accordo-quadro europeo, deve avvenire entro tre anni dalla firma, e i progressi saranno monitorati dal Comitato del dialogo sociale. Dopo cinque anni, l'accordo sarà riesaminato su richiesta dei firmatari. Durante l'attuazione, le organizzazioni firmatarie devono evitare di sovraccaricare le PMI e non devono ridurre il livello di protezione dei lavoratori. 

 

Conclusioni

In conclusione, la corretta valutazione del rischio legato all'isolamento nei luoghi di lavoro è fondamentale per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori. È essenziale selezionare personale idoneo e fornire formazione dettagliata sulle procedure di sicurezza, oltre a garantire una sorveglianza sanitaria mirata. Presso Soterikon, da 20 anni ci occupiamo di sicurezza aziendale a Milano e Melzo, offrendo servizi come sorveglianza sanitaria, corsi di formazione e consulenze per la sicurezza. Affidati a noi per una valutazione accurata e completa del rischio lavoro correlato, garantendo un ambiente lavorativo sicuro e conforme alle normative.

 

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